UNA GIORNATA PARTICOLARE

In occasione della visita dell’On. Ministro Tajani il 13 aprile scorso, tutto il personale dell’Ambasciata d’Italia a Beirut ha garantito la massima disponibilità e impegno, dedicando l’intero fine settimana alla sua organizzazione. Si confidava nella possibilità di ricevere almeno una stretta di mano, quale segno di appartenenza a quella “grande famiglia” più volte evocata, ma altrettante volte disattesa. Sussisteva altresì l’aspettativa di poter rivolgere un semplice saluto, possibilità che, tuttavia, non è stata concessa.

Pur essendo tutti presenti con la massima puntualità e con il rispetto dovuto alla visita di un Ministro presso una sede istituzionale quale un’Ambasciata, il personale ha maturato la netta impressione di non appartenere a quella categoria di “eroi” cui è stato fatto riferimento, riconoscimento apparso riservato ad altri, tra cui alcuni Ambasciatori (sebbene non tutti), ritenuti meritevoli di una Sua stretta di mano e persino di un brindisi.

Il personale non attribuisce particolare rilevanza all’essere definito “eroe”, ritenendo che il proprio impegno quotidiano, svolto con continuità, compattezza e senso di responsabilità, rappresenti già di per sé un contributo essenziale, spesso a supporto dell’operato altrui. Tuttavia, la giornata è stata vissuta con amarezza ed è divenuta motivo di riflessione, facendo emergere la percezione di essere considerati soggetti scomodi, da tacitare e isolare.

L’attesa del personale al di fuori della sala di ricevimento, durante l’incontro con la delegazione, è stata percepita come un gesto offensivo e umiliante, non adeguatamente rispettoso del contributo di tutte le persone che operano all’interno di una struttura quale quella di un’Ambasciata.

Qualora l’obiettivo della visita fosse stato anche quello di motivare il lavoro svolto in un contesto complesso quale quello libanese, si deve purtroppo rilevare che tale finalità non risulta essere stata raggiunta.

Si esprime pertanto, ancora una volta, un sentimento di profondo disappunto.

Tutto il personale continuerà in ogni caso a svolgere il proprio lavoro con la consueta dedizione, anche in assenza di una stretta di mano, di una parola o di un momento di condivisione.

La Segreteria

Roma, 17/04/2026