PROGRESSIONI TRA LE AREE. UN PERCORSO A OSTACOLI

L’amministrazione purtroppo, ancora una volta non ascolta, dopo un finale di anno culminato con la firma del Patto per la Formazione, arriva il pacco di Natale con le Progressioni in deroga, esercizio totalmente deludente, a conclusione di un lungo estenuante confronto risultato poco utile, se non addirittura tempo perso.

Quale è stato il risultato?
Troppe le istanze sindacali che non sono state ascoltate, in chiara e palese violazione dell’articolo 18 del Contratto collettivo nazionale.

Infatti cosa fa l’amministrazione?
Concretamente inserisce una prova cosiddetta di auto-formazione a quiz, dove la definizione auto-formazione davvero è un eufemismo, dato che in realtà funge da vero e proprio test e infine prevede una prova orale, costringendo i colleghi a sottoporsi a passaggi non previsti dal CCNL e ad altre amenità di cui non importa niente a nessuno.

Inoltre la prova orale sarà sostenuta per via telematica?
Ci si chiede come intende operare la DGRI per rispettare i rigidi criteri concorsuali in materia di trasparenza e pubblicità delle prove sostenute dai candidati, forse intende attivare un canale Youtube dove trasmettere a beneficio di tutti (anche dei colleghi in servizio estero) lo svolgimento di ogni prova orale? Inoltre sarebbe quanto mai opportuno e continueremo a chiederlo all’amministrazione, che i colloqui venissero video registrati e tenuti agli atti.

Speriamo che sia così altrimenti le prove sostenute in altra modalità sarebbero immediatamente oggetto di naturale e fondato ricorso al giudice competente.

Avevamo chiarito insistentemente alla controparte che le progressioni in deroga in effetti non erano altro che una presa d’atto della situazione sul campo e cioè del fatto che i colleghi che avevano svolto certe funzioni superiori e lo potevano dimostrare, come previsto dall’articolo 18 CCNL, avrebbero dovuto beneficiare di questo passaggio verticale tra le aree alle condizioni previste e senza forzature quali prove o test di varia natura.

Ma tutto questo non ha trovato la benché minima considerazione e quindi ancora una volta, dopo un buon inizio pieno di promesse, ci ritroviamo al punto di partenza, con un’amministrazione sorda e insensibile alle necessità e alle legittime aspettative dei colleghi che hanno svolto funzioni superiori senza nemmeno ricevere adeguato compenso, e che da anni attendono un percorso di carriera e il riconoscimento di quello che hanno fatto per tenere in piedi il MAECI, un Ministero privo di sufficiente personale e dalle troppe competenze.

Avevamo anche auspicato un meccanismo su AMPERE per dare il giusto riconoscimento a incarichi/attività/mansioni/funzioni rivestiti dai colleghi con carriere svolte principalmente a Roma, ma il risultato sembra invece deludente.

In un contesto simile, incredibilmente pare che si stia chiedendo ai colleghi con più esperienza di dare una mano ai colleghi appena assunti.
Ecco, quando ve lo faranno ricordatevi di come vi hanno trattato in questa progressione cd. in deroga, ma che deroga ben poco.

La FLP Esteri si oppone fermamente a decisioni unilaterali o politiche del fatto compiuto e resta disponibile a indirizzare tutti coloro che intendono promuovere ricorso legale contro questa forzatura illegittima che viola il dettato del CCNL.

Roma 15 gennaio 2025

La Segreteria