PIANO ORGANIZZATIVO DEL LAVORO AGILE: COMPARE L’OBBLIGO PER IL CAPO UFFICIO DI MOTIVARE IL DINIEGO

Si è tenuta ieri la tradizionale “riunione sugli acronimi”, in cui viene presentata alle organizzazioni sindacali la bozza di POLA (Piano Organizzativo per il Lavoro Agile), unitamente al PTF (Piano Triennale dei Fabbisogni) e quale allegato del PIAO (Piano Integrato di Attività ed Organizzazione).

La tradizione vuole (o meglio, questo lo vuole la nostra Amministrazione) che questa riunione (essa stessa un obbligo di legge) si tenga 24/48 ore prima della scadenza fissata per legge (31 gennaio) per la pubblicazione dei documenti di cui sopra, così da rendere del tutto vani gli interventi ed i consigli portati dalle OO.SS., e presentando dei documenti ormai intoccabili, con tutte le conseguenze del caso: a titolo meramente esemplificativo, il POLA dello scorso anno rimane a tutt’oggi pubblicato sul sito istituzionale privo degli allegati citati nel documento stesso: esteri.it/wp-content/uploads/2025/01/H_POLA_2025-2027.pdf.

L’Amministrazione quest’anno si è tolta il pensiero ed ha eliminato qualsiasi cenno agli allegati, tra cui la mappatura delle attività remotizzabili (o non remotizzabili, quale categoria residuale), che è uno strumento fondamentale per la programmazione, e che si ritrova in qualunque POLA degno di tal nome, ma è sempre stato assente dai POLA del MAECI.

Tutto ciò premesso, per tutti gli altri passi indietro fatti rispetto al passato si rimanda al documento allegato al presente volantino, che è stato presentato nel corso della riunione.

Vogliamo invece parlare qui dell’unico vero sostanziale passo avanti fatto quest’anno, ovvero l’obbligo di motivazione dell’eventuale diniego all’istanza del lavoratore che intende accedere al lavoro agile. Su questo punto tutti possono dare il loro contributo, e spieghiamo di seguito come.

Tale novità rappresenterebbe sulla carta un grande progresso, che FLP ha richiesto sin dall’introduzione degli accordi individuali di lavoro agile, e riproposto di anno in anno. Tuttavia, sempre come richiesto da anni da FLP, tale motivazione dovrebbe essere strettamente ed oggettivamente correlata alla non remotizzabilità totale o parziale delle attività svolte. L’impostazione introdotta dall’Amministrazione, invece, mantiene inalterata la discrezionalità del Responsabile. Inoltre, si è sempre richiesto che tale diniego sia appellabile al superiore gerarchico.

Tutto questo non c’è.

IMPORTANTE (!!!): al fine di rendere effettivo tale obbligo, è comunque, ovviamente ed assolutamente necessario che l’istanza sia presentata formalmente.

Sappiamo invece che i Capi Ufficio/Capi Segreteria/Direttori Generali (e loro vice) che sono pervicacemente avversi al lavoro agile assumono varie posture: a volte impongono la regola non scritta che nell’ufficio non possa essere svolto lavoro agile, o che si possa lavorare in agile per un massimo di un giorno alla settimana; in altri casi più gravi rigettano le richieste dei lavoratori non appena queste vengono accennate per via orale, o nella migliore delle ipotesi, sempre per via orale negoziano la successiva presentazione per le vie ufficiali, “concedendo” un giorno di agile al posto dei due richiesti.

Queste impostazioni dei rapporti tra Responsabile e Collaboratore rappresentano delle irregolarità, che a partire da quest’anno priverebbero tra l’altro i lavoratori di un proprio diritto, ovvero che tale diniego sia motivato, e che dunque il Responsabile sia costretto a “metterci la faccia” e a giustificare la sua decisione.

Per questo, a partire da quest’anno è ancor più importante che tale istanza sia presentata formalmente, e affinché il procedimento sia tracciabile è necessario che l’istanza sia firmata ed allegata ad una mail indirizzata al Responsabile, che sarà a quel punto tenuto a dare riscontro.

Solo così sarà possibile passare da una visione dell’autorizzazione del Responsabile quale pia concessione in stile Ancien Régime, a quella di atto dovuto, comunque da motivarsi in caso di diniego totale o parziale dell’istanza.

Rinnoviamo dunque l’appello già fatto in occasioni precedenti, di contattarci ogni qual volta ci si trovi di fronte a situazioni di Responsabili che, in assenza di fatti oggettivi (= non remotizzabilità delle attività) rigettino la richiesta di lavorare in assetto agile.

Abbiamo aiutato tanti colleghi:

non esitate a rivolgervi a noi, anche per contribuire a migliorare il benessere lavorativo di tutti.

Roma, 30/01/2026