ORE IN ESUBERO:

basta scaricare sui lavoratori le carenze dell’Amministrazione

Negli ultimi anni si è aggravata, in molte Sedi estere, la problematica dell’accumulo di centinaia di ore in esubero da parte del personale, sia delle AA.FF. sia dei colleghi a contratto.

Le “straordinarie” esigenze di servizio che perdurano indefinitamente, la cronica carenza di personale e i carichi di lavoro sempre più pesanti stanno determinando da tempo situazioni che non possono essere considerate ordinarie.

In numerosi casi i colleghi si trovano ad accumulare quantità enormi di ore senza avere, nella pratica, la possibilità concreta di recuperarle in tempi ragionevoli. Anche laddove vengano predisposti piani di recupero, questi risultano spesso difficilmente attuabili a causa delle esigenze operative delle Sedi.

Si tratta di una problematica già nota all’Amministrazione e più volte affrontata nel corso degli incontri con le Organizzazioni Sindacali. La stessa Amministrazione aveva riconosciuto la necessità di intervenire affinché le Sedi prestassero maggiore attenzione alla gestione delle ore in esubero e alla tutela del personale.

Tuttavia, ancora oggi, in molte realtà si continua a lavorare ben oltre limiti sostenibili, mentre il recupero delle ore maturate resta troppo spesso solo teorico. È inaccettabile che le difficoltà organizzative e le carenze di organico vengano scaricate esclusivamente sui Lavoratori.

D’altra parte, in calce ai nostri tabulati orari adesso è comparsa da qualche mese la seguente dicitura:

Dichiaro sotto la mia responsabilità che eventuali ore in esubero per le quali richiedo, mediante il presente invio, il riconoscimento, sono state concordate preventivamente con il Capo Ufficio/Capo Missione/responsabile del personale e possono essere quindi debitamente autorizzate.

Tanto per cambiare, si tende a fare “scaricabarile” sul personale per responsabilità dei … Responsabili, molti dei quali, ad esempio, danno per scontato la disponibilità a tutte le ore degli autisti e del personale di segreteria, tengono bloccati i colleghi in archivio per la trasmissione di un messaggio (che magari non partirà) fino a tarda ora, chiedono di rimanere presenti a staff meeting fiume che si prolungano fino a sera (spesso senza reali esigenze operative).

La cultura del “presenzialismo” la lasciamo alla dirigenza, se non ha di meglio da fare col proprio tempo. Il personale delle AA.FF. e a contratto ha un orario di servizio che deve essere rispettato, e deve essere messo in condizioni di svolgere i propri compiti nell’arco di quell’orario di servizio e nel rispetto del benessere organizzativo e della conciliazione vita-lavoro, che sono principi tutelati dalla Legge. Queste ore in esubero sono uno dei tanti sintomi dell’incapacità di gestire il lavoro di tanti Dirigenti, che non sanno dirigere.

Per tutti i motivi su esposti, FLP Affari Esteri chiede con forza l’adozione di misure concrete e immediate che consentano al personale di recuperare effettivamente le ore accumulate per esigenze di servizio. Riteniamo inoltre che, in tali condizioni di gestione “patologica” del personale, eventuali azzeramenti forzati dei tabulati orari non siano legittimi e rappresentino una grave violazione dei diritti dei Lavoratori, che hanno prestato servizio oltre il dovuto su richiesta dell’Amministrazione.

Le ore accumulate rappresentano lavoro effettivamente svolto e devono essere riconosciute, tutelate e costantemente monitorate dai Responsabili degli Uffici, affinché si intervenga tempestivamente sulle cause organizzative e operative che determinano la necessità di una presenza lavorativa continuativa ed eccedente rispetto all’orario ordinario.

È inoltre necessario definire regole chiare e uniformi riguardo alla reperibilità, alla disponibilità nei giorni festivi e non lavorativi e alle modalità di conteggio delle ore svolte.

FLP continuerà a sostenere con determinazione i diritti di tutti i colleghi della Rete estera, affinché il lavoro svolto venga pienamente riconosciuto e tutelato.

È ormai indispensabile l’apertura di un tavolo di confronto e concertazione sulla materia, finalizzato all’individuazione di soluzioni concrete, uniformi e rispettose dei diritti dei lavoratori, ponendo fine a situazioni che non possono più essere considerate sostenibili.

Roma, 03/06/2026

LA SEGRETERIA