“Mamma mia dammi cento lire che in America voglio andar!…”

Così recitava una celebre ballata popolare dell’Ottocento, raccontando il sogno di una giovane contadina pronta a lasciare tutto per cercare fortuna nelle lontane Americhe.
Da allora è passato molto tempo, ma quello spirito sembra riecheggiare ancora oggi tra i lavoratori della Farnesina. Solo che, nel frattempo, le vecchie lire hanno lasciato il posto a uno scalcagnato euro e quella madre generosa della canzone appare ormai sempre più simile a una matrigna avara. Almeno questa è la percezione delle qualifiche funzionali.

Ancora una volta siamo costretti a denunciare come l’ISE riconosciuta al personale delle aree funzionali non sia ormai più sufficiente a garantire condizioni sostenibili di servizio all’estero. Una situazione che sta producendo conseguenze sempre più evidenti: le liste per l’estero continuano a svuotarsi, soprattutto nelle sedi consolari e nelle Ambasciate più impegnative, a partire dalle destinazioni negli Stati Uniti.

…e i numeri parlano chiaro:

Su 35 posti disponibili sulle sedi USA nell’ultima lista ordinaria, soltanto 8 qualifiche funzionali hanno presentato domanda. Un dato allarmante, che certifica una crisi strutturale che non può più essere minimizzata, o men che meno raccontata come un successo.
Mentre FLP Affari Esteri continua a proporre analisi concrete e soluzioni immediate per arginare questa emorragia di assegnazioni, dai vertici dell’Amministrazione si cerca di far passare gli ennesimi dati sconfortanti per una vittoria di facciata, in apparente assenza di una doverosa analisi delle conseguenze prodotte da anni di scelte sbagliate, a partire dalla famigerata “riforma Belloni” che ha drasticamente impattato sull’ISE percepito.

Ad ogni pubblicazione delle liste assistiamo ormai alla stessa scena: posti vacanti, partecipazione ridotta al minimo e una situazione solo parzialmente compensata dall’ingresso di nuovo personale nei ruoli ministeriali. In sostanza: niente di nuovo sul fronte del personale.
Ci chiediamo quanto ancora dovrà proseguire questa politica miope dei sacrifici, che continua a gravare sulle qualifiche funzionali senza affrontare concretamente il problema di un’ISE ormai non più adeguata al costo della vita e alle condizioni di servizio nelle sedi estere.

FLP Affari Esteri chiede ancora una volta, con forza e senso di responsabilità, un intervento immediato e concreto per il necessario adeguamento dell’ISE delle qualifiche funzionali. Senza misure serie e strutturali, il rischio è quello di tornare ai livelli drammatici del recente passato, quando la copertura dei posti all’estero era precipitata al 24%.
Invitiamo quindi l’Amministrazione a smettere di celebrare un modesto 54% di copertura delle sedi e a concentrarsi piuttosto sul dato realmente preoccupante: il 46% dei posti rimasti scoperti. Una percentuale che affonda le proprie radici proprio nell’insufficienza dell’attuale ISE e in una riforma che ne ha preannunciato il declino.

O si interverrà con decisione, mettendo finalmente in campo risorse adeguate e non le solite “cento lire”, oppure le lontane Americhe diventeranno ancora più lontane. E la prossima lista rischierà di trasformarsi in un vero e proprio Little Big Horn amministrativo.

Perché, come avrebbe detto Totò: “è la somma che fa il totale!”

Roma, 13/05/2026

LA SEGRETERIA