IL PIANO FORMATIVO: QUESITI E DUBBI IRRISOLTI

Come noto, il prossimo 23 febbraio è stata fissata la scadenza per la presentazione del piano formativo individuale, per il quale è stata prevista la compilazione ed inoltro per via telematica su portale dedicato (Piano Formativo – Modulistica). A distanza di meno di 24 ore dalla comunicazione da parte dell’Amministrazione (2 febbraio scorso), FLP Affari Esteri ha posto una serie di quesiti, rispetto ai quali, a distanza di due settimane dalla trasmissione e di una settimana dalla scadenza di cui sopra, si rimane tutt’ora in attesa di riscontro. Si ritiene dunque necessario portare tutto il personale a conoscenza delle criticità che ci sono state segnalate, o che abbiamo individuato autonomamente. Detti quesiti si riportano di seguito nella stessa forma in cui sono stati posti originariamente:

1. L’Unità per la Formazione, a domanda di un collega che chiedeva di integrare nel computo delle ore di formazione quelle trascorse nella frequentazione di corsi e convegni esterni (inerenti, nello specifico: tematiche di politica internazionale) rispondeva, tra l’altro, che la formazione dovrebbe essere coerente con il profilo professionale e le mansioni di rispettiva competenza. Detto assunto, tuttavia, sembra andare in contrasto con il funzionamento stesso del Syllabus, su cui non vengono conteggiate le ore di corsi che vengono automaticamente superati attraverso i test preliminari. Appare logico, infatti, che chi svolge, a volte da anni, determinate mansioni, abbia conoscenze sulle materie coerenti con il profilo e le mansioni svolte già di per sé superiori rispetto a quelle disponibili nei relativi corsi. Ove fosse confermato l’orientamento espresso da UpF e sopra riportato, vi chiediamo dunque di voler inoltrare le nostre richieste di chiarimento alla stessa Funzione Pubblica, responsabile dei contenuti e del funzionamento del Syllabus, per chiedere che i corsi superati attraverso i test preliminari vengano comunque conteggiati ai fini del monte ore di formazione.

2. Ove fosse confermato che il personale deve formarsi su materie attinenti alle proprie mansioni, ma nel contempo sufficientemente nuove al punto tale da non superare i test su Syllabus, o comunque con una conoscenza tale da non essere costretto a frequentare corsi di per sé inutili, sorge la difficoltà di compilare un piano formativo che rispetti i suddetti criteri: quali sono gli orientamenti dell’Amministrazione a questo riguardo?

3. Si pone a nostro giudizio altresì il problema, sempre collegato al tema della coerenza dei corsi frequentati con le mansioni svolte, della forte specificità delle attività svolte in molti uffici del Ministero. Pensiamo ad esempio al lavoro d’archivio, o a quello svolto presso l’ufficio corrieri , o primo fra tutti al profilo dei tecnici informatici: quali sono i corsi disponibili, coerenti con le mansioni svolte ad esempio in tali uffici, ad oggi?

4. Ci è stato segnalato che i contenuti di alcuni corsi offerti dall’Unità per la Formazione sarebbero superati, o in fase di superamento, a causa di innovazioni legislative. Facciamo riferimento, ad esempio, ai corsi in materia consolare, e nello specifico relativi al tema della cittadinanza: materia che sta per essere innovata a seguito dell’approvazione del noto DDL 1683, oppure quello relativo al codice dei contratti pubblici, che non tiene conto di varie delibere attuative e delle ultime sentenze. In sintesi, offrire corsi su materie in costante aggiornamento appare essere un problema difficile, ma necessariamente da risolvere, pena formare persone su contenuti obsoleti, a volte in contrasto con le innovazioni normative. Quali misure sta attuando o è in procinto di attuare codesta Amministrazione al fine di garantire l’aggiornamento costante dei contenuti del materiale formativo?

5. Ci è stato segnalato che il portale, nella redazione del fascicolo digitale, e nello specifico nell’indicazione della durata dei corsi, contempla come unità-base la mezz’ora. Tuttavia molti corsi hanno durate diversificate, non multiple di 30 minuti (ad esempio, 2 ore e 50 minuti). Quali sono le indicazioni rispetto alla durata da inserire in caso di corsi con durate diverse da multipli di trenta minuti?

Ci era stato altresì segnalato da colleghi, e abbiamo immediatamente notificato l’Amministrazione e chiesto spiegazioni al riguardo, che molti corsi presenti sul portale Unità per la Formazione E-learning sarebbero stati indisponibili (per probabile causa, vedi sopra punto 4), per stessa ammissione dell’Unità per la Formazione che avrebbe comunicato tale circostanza informalmente e a livello individuale.
A conoscenza di questo sindacato, sulla base delle segnalazioni pervenute, risultavano non includibili nel Piano Formativo i seguenti corsi:

Visti d’ingresso (5 ore)
Visti – Istruttoria delle domande di visto: aspetti tecnico-normativi (3 ore e 15 min.)
Visti – Q&A su temi legati all’istruttoria e alla normativa (6 ore e 50 min )
Laboratorio sulla funzionalità e utilizzo del programma L-VIS per il rilascio dei visti (5 ore e 10 min.)

Visti – Dinieghi e Ricorsi contro i dinieghi (2 ore e 35 min.)
Visti – Outsourcing (1 ora e 50 min.)

Strumenti di contrasto al falso documentale (3 ore e 20 min.)
Cittadinanza – Iure sanguinis: parte teorica e casi pratici (3 ore 25 min.)

Cittadinanza – Naturalizzazioni: parte teorica e casi pratici (6 ore)
Funzioni consolari in materia di stato civile; Stato Civile – Le unioni civili (3 ore)

Di conseguenza, la scelta del personale relativamente all’offerta formativa risulta fortemente limitata, e si è dunque provveduto a richiedere la rimozione immediata dal suddetto portale di tutti i corsi di fatto non disponibili, e a voler diramare una comunicazione ufficiale in tal senso. Si è constatato che, a seguito della nostra segnalazione, i suddetti corsi sono effettivamente stati rimossi, senza tuttavia comunicazioni ufficiali al riguardo.

Da ultimo, segnaliamo altresì di aver nuovamente sollecitato l’Amministrazione a voler rimuovere dalla pagina principale del suddetto portale e-learning dell’Unità per la Formazione la seguente prescrizione (nostro evidenziato nel testo):

FORMAZIONE E LAVORO AGILE

Il personale che usufruisce di giornate di ‘lavoro agile’ è tenuto a svolgere l’attività formativa durante tale modalità.

Abbiamo ribadito che tale statuizione rappresenta una generalizzazione che non è riscontrabile né nella normativa vigente a livello nazionale, né nel POLA in vigore, né nel form di accordo individuale di lavoro agile. Inoltre, a giudizio di questa FLP, tale prescrizione è di fatto una forma di ingerenza nell’autonomia gestionale di ciascun ufficio che, non tenendo conto della varietà di mansioni svolte da ciascun collega all’interno della differenti strutture del MAECI, che hanno vari gradi di remotizzabilità, va contro un principio di efficientamento dell’azione amministrativa, ove molti colleghi, per dichiarazione espressa spesso dagli stessi Responsabili, hanno un livello di produttività superiore nelle giornate in cui il lavoro è svolto in assetto agile rispetto a quelle di lavoro in presenza.

Ad oggi, rimaniamo in attesa di riscontro.

La Segreteria

Roma, 16/02/2026