IL NUOVO CCNL: “Perché? Perché SnI”
…. e cosa possiamo fare per migliorarlo?

Come tutte le OO.SS. firmatarie dell’ipotesi di CCNL 2025-2027, abbiamo spiegato nei nostri volantini (vedi i manifesti qui sopra e qui sotto) quali sono i motivi che hanno spinto alla firma di un contratto sicuramente positivo per i Lavoratori, ma che non ci lascia completamente soddisfatti.

Certo non si può dire che questo sia un contratto “a perdere”, e neanche un compromesso. Nonostante tutti gli altri sindacati si siano presentati al tavolo delle trattative con la penna in mano sin dal primo giorno (anche chi nei negoziati per il CCNL 2022-2024 aveva invece opposto un incomprensibile rifiuto a conquiste importanti sia in termini economici che di disciplina del rapporto di lavoro), siamo comunque riusciti ad ottenere risultati importanti in sede negoziale, di cui andiamo fieri.

Tuttavia non troverete nel testo di questo CCNL conquiste epocali, quali, a mero titolo esemplificativo, l’introduzione dei buoni pasto in lavoro agile del precedente CCNL. Ci sono buoni aumenti stipendiali, che però non raggiungono quelli avuti l’ultima volta (e tuttavia quei sindacati che la volta precedente non firmarono, adesso ci dicono di essere contentissimi).

Per questo motivo, a fronte di ciò che non si è riusciti a raggiungere questa volta, per molteplici motivi (tra cui, sicuramente ed anzitutto, per le circostanze economiche difficili in cui ci troviamo a livello interno ed internazionale, ma forse anche per un eccessivo entusiasmo di altri sindacati a firmare quasi a “scatola chiusa”), noi di FLP ci siamo posti l’obiettivo di provare a raggiungere risultati concreti a livello della nostra Amministrazione, qui nel MAECI.

Qui a fianco sono elencate le nostre priorità per il futuro. Ed è un futuro che in realtà per noi è già divenuto presente.
Abbiamo infatti già presentato nei giorni scorsi all’Amministrazione un progetto di legge, concernente l’incremento del valore dei buoni pasto ad euro 10,00, ovvero a concorrenza della nuova soglia di esenzione fiscale, mediante l’utilizzo di risorse presenti e non utilizzate sul bilancio dell’Amministrazione, come previsto all’art. 41 dell’ipotesi di CCNL 2025-2027, affinché si prenda in considerazione la possibilità di inserire tale norma a titolo di emendamento nella prossima Legge di Bilancio.
Allo stesso modo, intendiamo esaminare la possibilità di svincolare risorse destinate al FRD, in deroga al limite previsto dall’art. 23, comma 2, del D.Lgs. 75/2017.

Forse non tutti sanno, infatti, che parte delle risorse che ogni anno affluiscono al FRD in realtà non finiscono nelle nostre tasche, in quanto la norma citata stabilisce un limite invalicabile di un livello di trattamento accessorio che non può superare l’importo determinato per il 2016 (10 anni fa!!!). Mai sentito parlare di truffa legalizzata? Ecco… ogni anno tutte le Amministrazioni dello Stato sono impegnate in calcoli per la determinazione di un FRD che poi, nei fatti, non viene in buona parte erogato e torna direttamente all’erario. Oltre al danno, quindi, anche la beffa (sicuramente, perlomeno per i colleghi che ogni anno sono impegnati in calcoli complicati per la determinazione dell’ammontare del FRD).

Per questo FLP Affari Esteri, già due anni fa, si era impegnata ed era riuscita a reperire risorse aggiuntive in deroga a detto limite, da proventi derivanti dal contributo per la domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana, facendo poi approvare la relativa norma.
E per questo adesso abbiamo richiesto all’Amministrazione, prima in via informale e poi via PEC, il prospetto aggiornato e dettagliato della formazione del FRD del MAECI, distinto per cespiti e relative autorizzazioni legislative, affinché si possa valutare la possibilità di inserire nuove norme in deroga per incrementare il nostro trattamento accessorio:

a distanza di più di due settimane da questa semplice richiesta (tale prospetto è certamente nelle disponibilità dell’Amministrazione) ovviamente tutto tace.

A noi sta bene tutto:

– l’Amministrazione si vuole arrogare la titolarità di nostre iniziative? Va benissimo, non siamo qui per i complimenti.

– L’Amministrazione si limita da anni a portare avanti un sistema che, di fatto, ha creato un vero e proprio “tappo” al nostro trattamento accessorio, e non ha mai pensato a trovare soluzioni per aumentarlo? Non fa nulla, ci pensiamo noi.

Ma che l’Amministrazione ora non si prenda neanche cinque minuti per fornirci quei dati, che è tenuta a presentarci, affinché possiamo elaborare le proposte di legge che loro non hanno il tempo né la voglia di fare: questo non possiamo accettarlo.

Abbiamo ritenuto inevitabile, considerati i tempi contingentati per presentare eventuali proposte in sede di discussione della Legge di Bilancio, denunciare questa situazione.

Roma, 24/06/2026

A SEGRETERIA