Guerra in Medio Oriente

da vari giorni è ormai in corso una vera e propria guerra in Medio Oriente.
Da tempo siamo in contatto diretto con i colleghi in servizio presso le sedi interessate da quella che appare come l’ennesima crisi internazionale, il cui raggio di coinvolgimento sembra ampliarsi di giorno in giorno.

Pur prendendo atto delle dichiarazioni del Governo secondo cui l’Italia non è in guerra con alcun Paese, nella realtà operativa i nostri colleghi in servizio presso le sedi coinvolte nel conflitto si trovano a operare in un contesto di evidente conflitto bellico, con gravi rischi per la propria incolumità e per quella delle loro famiglie.

Da Dubai, Abu Dhabi, Doha, Mascate, Baku, Islamabad, Tel Aviv, Gerusalemme, Erbil, Nicosia, Kuwait City e, da ultimo – ma non certo per gravità – Beirut, continuano a giungerci segnali di forte preoccupazione e richieste di aiuto da parte del personale in servizio.

Sono inoltre pervenute segnalazioni di difficoltà di coordinamento interno tra funzionari e personale, con situazioni in cui i colleghi riferiscono di non ricevere direttive chiare e tempestive, come invece l’attuale contesto richiederebbe.

Alla luce di quanto sopra, a seguito anche dell’evacuazione della sede di Teheran, chiediamo che l’Amministrazione intervenga in modo concreto e tempestivo, disponendo il rientro immediato in Italia dei familiari del personale e dei colleghi che ne facciano richiesta.

Chiediamo altresì un intervento puntuale nei confronti dei Capi Missione affinché vengano predisposte e attuate misure di sicurezza adeguate per tutto il personale, anche mediante l’utilizzo delle eventuali aree o strutture di sicurezza presenti nelle sedi.

Roma, 06/03/2026

LA SEGRETRIA