“PER ESIGENZE DI SERVIZIO”: MOTIVATE? MA QUANTO MOTIVATE?

La formula “compatibilmente con le esigenze di servizio” ricorre molteplici volte nel CCNL, quasi sempre quando viene riconosciuto un diritto a favore del Lavoratore. Sono le paroline magiche che l’Amministrazione utilizza spesso per ricordarci di “stare al nostro posto”, pensando che i diritti di cui siamo titolari, in realtà, siano una concessione.

Ma questa è una delle tante distorsioni della realtà che, a forza di essere ripetute e messe in pratica, vengono considerate come un dato di fatto, sia dai Dirigenti che, spesso, dagli stessi Lavoratori.

Cominciamo col dire che le suddette esigenze di servizio, così come, ricordiamolo, tutti gli atti amministrativi, devono essere motivate. A maggior ragione se si traducono in una limitazione di diritti.

…e siamo sicuri che le esigenze di servizio invocate dal Responsabile abbiano sempre motivazioni oggettive determinate dal raggiungimento degli obiettivi prefissati?

In realtà, spesso vengono invocate per:

• tamponare carenze di organico;
• ignorare criticità a livello organizzativo;
• imporre soluzioni emergenziali a situazioni ordinarie;
• aggirare il confronto e il dialogo con il personale.
Abbiamo in precedenza affrontato il tema delle ore in esubero, che non rappresenta altro che il sottoprodotto di un sistema patologico, soprattutto nelle sedi all’estero.

Ricordiamo alcuni principi fondamentali:
• per Legge: “la durata media dell’orario di lavoro non può in ogni caso superare, per ogni periodo di sette giorni, le quarantotto ore, comprese le ore di lavoro straordinario”.
• Da CCNL, la suddetta media è calcolata su un arco temporale di sei mesi.
•  Fuori dall’orario di servizio non esiste alcun obbligo generalizzato di rispondere al telefono o consultare la posta elettronica.
• I piani ferie devono essere approvati in tempi adeguati, al fine di consentire ai lavoratori di organizzare viaggi ed assolvere ai propri impegni personali e familiari.
• I settori in deroga non sono settori privi di regole: come tutti gli altri, devono essere dotati di personale sufficiente a garantire il servizio.
• L’introduzione di turnazioni non si traduce in un obbligo automatico di svolgere turni per tutto il personale.
• In presenza di reali e motivate esigenze di servizio, subito dopo il ritorno all’ordinaria amministrazione il Responsabile deve predisporre dei piani di recupero delle ore di esubero, al fine di evitarne l’accumulo incontrollato.

Troppo spesso il personale, sia colleghi di ruolo che a contratto, accetta condizioni di lavoro non conformi alla normativa vigente, per abitudine o, peggio, per timore delle conseguenze in caso di rifiuto: ciò è umanamente comprensibile.

Tuttavia l’acquiescenza rappresenta un danno per tutti, in quanto introduce consuetudini che, entrando in contrasto con i diritti acquisiti, a lungo andare svuotano questi ultimi di significato.

Ci viene spesso ricordato dai nostri Capi lo “spirito di squadra”. Ma una squadra esiste e funziona davvero quando, da parte di chi deve prendere le decisioni, c’è ascolto, condivisione delle responsabilità e conoscenza del ruolo e del lavoro svolto da ciascuno.

Non quando il dialogo è a senso unico e le decisioni vengono imposte.
Stiamo già assistendo colleghi che si sono trovati costretti a rivolgersi a noi, affinché i propri Responsabili fossero sensibilizzati sulla tematica della gestione del personale.

Stiamo aiutando questi colleghi a prendere coscienza dei propri diritti e a risolvere situazioni che sembravano essersi ingessate in uno stato di anomalia costante, con situazioni di esuberi ore contate a centinaia.

Se anche voi vi sentite rispecchiati nelle descrizioni fatte fin qui, sappiate che potete sempre rivolgervi a noi: le cose si migliorano un passo alla volta, per tutti.

Solo voi potete fare il prossimo passo verso un futuro migliore.

Roma, 30/06/2026

LA SEGRETERIA