STIPENDIO “METROPOLITANO” DEL MAECI: 

TRA I PIÙ BASSI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Gli stipendi di noi dipendenti delle aree funzionali del MAECI che lavorano a Roma non sono più sufficienti a garantire una vita semplicemente dignitosa.

Oggi retribuzioni nette comprese tra i 1.600 e i 2.000 euro si scontrano con una realtà ormai insostenibile: affitti che per un appartamento modesto superano facilmente i 1.200 euro mensili, bollette sempre più alte, caro alimentari e spese quotidiane che incidono pesantemente sui bilanci familiari.

Le conseguenze sono vissute da noi tutti quotidianamente: lavoratori della PA che, pur avendo studiato per anni, dopo aver superato concorsi pubblici e svolgendo quotidianamente con dedizione il proprio lavoro, faticano ad arrivare a fine mese. Sempre più colleghi sono costretti a rinunciare all’idea di acquistare una casa, costruire una famiglia o affrontare serenamente persino spese mediche essenziali. Molti, a 30 o 40 anni, vivono ancora in appartamenti condivisi, spesso in condizioni precarie, semplicemente per poter continuare a lavorare nella Capitale.

Per non parlare dei moltissimi colleghi che hanno appena cominciato la loro carriera al MAECI, originari di altre città, che si scontrano quotidianamente con il costo della vita romana (soprattutto con il costo degli affitti): non ci si può sorprendere delle numerose rinunce.

Eppure continua a non essere presa in considerazione la reale disparità del potere d’acquisto tra chi lavora a Roma e chi presta servizio in città dove il costo della vita è nettamente inferiore. È una questione che riguarda non solo il buon senso, ma anche la realizzazione del principio di uguaglianza sostanziale sancito dall’articolo 3 della Costituzione, che impone allo Stato di “rimuovere gli ostacoli economici e sociali che impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.

Noi dipendenti ministeriali rappresentiamo quotidianamente il volto dello Stato e delle Istituzioni. Ma è difficile trasmettere all’esterno un’immagine di efficienza e credibilità quando chi lavora per lo Stato vive in condizioni di crescente precarietà economica.

Per questo chiediamo che il tema del costo della vita a Roma e della perdita del potere d’acquisto non venga più ignorato. Non chiediamo privilegi, ma semplicemente la possibilità di vivere con dignità il lavoro che svolgiamo ogni giorno al servizio delle Istituzioni, in coerenza con le mansioni svolte e gli incarichi ricoperti.

La nostra Federazione, a livello nazionale, sta negoziando proprio in questi giorni il testo del nuovo CCNL 2025-2027, dal quale ci auguriamo tutti che si riescano a strappare adeguamenti retributivi soddisfacenti, nonostante la congiuntura economica che stiamo vivendo, determinata anche dai drammatici eventi sul piano internazionale di cui noi degli Esteri, più di altri, siamo ben consapevoli.

Come FLP Affari Esteri, d’altronde, non abbiamo mai smesso di lavorare concretamente per ottenere risultati tangibili per il personale. Il nostro impegno costante riguarda il FRD, il lavoro agile, le Progressioni Economiche Orizzontali e i buoni pasto.
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Sul FRD, abbiamo proposto già due anni fa il reperimento di fondi aggiuntivi attraverso una percentuale delle quote derivanti dalle domande di riconoscimento della cittadinanza. Dopo un iter complesso, la proposta di FLP è stata infine integralmente recepita nel testo di legge di riforma dei servizi consolari (L. 11/2026, art. 1, comma 4, lett. b).

Parte dei suddetti aumenti potrà servire a contribuire anche a Progressioni Economiche Orizzontali (che sono finanziate direttamente dal FRD) più generose ed aperte al maggior numero possibile di colleghi, in termini di requisiti di accesso, senza sacrificare gli importi destinati a PPOO, indennità e produttività.

Anche sui buoni pasto, il risultato porta la firma della FLP: siamo stati noi a rivendicarli anni fa e, anche grazie all’azione della nostra Federazione nazionale sulla formulazione del CCNL attualmente in vigore, è stato ottenuto il riconoscimento dei buoni pasto anche per le giornate di lavoro agile, liquidati proprio nelle scorse settimane per l’anno 2025 (per l’anno corrente, rimaniamo in attesa della messa a regime di liquidazioni mensili, attualmente in fase di implementazione, sulla base di quanto riferitoci dagli uffici competenti per le vie brevi).

Continueremo a batterci affinché il lavoro dei dipendenti del MAECI venga finalmente riconosciuto non solo a parole, ma anche attraverso retribuzioni realmente compatibili con il costo della vita nella Capitale, e perlomeno adeguate a quelle percepite dal personale degli altri Ministeri.

Roma è una Città Metropolitana, per legge e per costo della vita.

Gli stipendi del MAECI restano tra i più bassi della PA.

Roma, 25/05/2026

LA SEGRETERIA