LAVORO AGILE AL MAECI:
ISTRUZIONI PER L’USO – I PARTE
Ormai da anni, sin dal periodo di uscita dal COVID, ci occupiamo di lavoro agile, che è un tema tutt’oggi spesso reputato secondario sia dalla Dirigenza che dalle OO.SS., ma che sappiamo essere caro, per ovvi motivi, a gran parte dei colleghi, e che FLP considera uno dei motori dell’innovazione nel lavoro, su cui sarebbe necessario puntare tanto sia nella Pubblica Amministrazione che nel settore privato.
Partiamo dalle basi: il lavoro agile e il telelavoro non sono la stessa cosa.
Questo postulato potrebbe sembrare lapalissiano, eppure nella prassi non è affatto scontato.
Ricordiamo che, per definizione di legge, il lavoro agile viene svolto senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro” (L. 81/2017, art. 18 co. 1).
Il telelavoro, invece, nella disciplina del CCNL attualmente in vigore rappresenta una sottocategoria del c.d. “lavoro da remoto”, che comporta la prestazione dell’attività lavorativa dal domicilio del dipendente … con vincolo di tempo e nel rispetto dei conseguenti obblighi di presenza derivanti dalle disposizioni in materia di orario di lavoro (CCNL Funzioni Centrali 2022-2024, art. 15 commi 1 e 2).
Perché è importante chiarire quello che dovrebbe essere assiomatico? Perché spesso questa differenza non appare chiara né ai colleghi né ai Responsabili. O forse, vien da pensare che a volte questi ultimi si servano strumentalmente, oltre che del rispetto della gerarchia che gli viene tributato, anche di questa confusione, per distorcere, nella pratica, la modalità di lavoro svolta dai propri collaboratori.
Quando si è in lavoro agile, ciò non significa che si debba stare seduti a casa per 7 ore e 12 minuti di fronte allo schermo, salvo le pause per andare in bagno (ed una pausa pranzo di trenta minuti che, erroneamente ed illegittimamente, tutt’ora viene riportata nel modello di autorizzazione all’accordo di lavoro agile).
Chi è in lavoro agile è libero di prestare servizio da qualunque luogo reputi confacente e conforme alla normativa sulla sicurezza e sulla salute, nonché di disporre del proprio tempo come ritenga opportuno, purché assicuri il raggiungimento degli obiettivi.
Ciò significa che quando si è in lavoro agile, si può andare dal medico, si può andare a fare la spesa, si possono accompagnare i figli a scuola e andarli a riprendere, ci si può connettere da una caffetteria o dal parco, ecc.
E con ciò non ci si deve sentire in colpa, perché non si stanno facendo i propri comodi a discapito del lavoro. Facendo questo, si sta adempiendo alla legge, ove è prescritto che uno degli obiettivi del lavoro agile è appunto “agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”. (ancora L. 81/2017, art. 18 co. 1).
Alla luce di quanto sopra detto, la prossima volta che venite ripresi per non aver risposto immediatamente ad una mail, per non trovarvi di fronte al computer quando ricevete una telefonata, o addirittura per non essere connessi su skype (sì, abbiamo sentito anche questa, più di una volta…), sappiate che queste osservazioni rappresentano una forma di abuso e, ove persistano, potete rivolgervi al sindacato.
…. e Buona Festa dei Lavoratori!!
Roma, 30/04/2026
LA SEGRETERIA
