Progressioni interne IV Area, trattamento accessorio e adeguamenti retributivi del personale a contratto a legge locale

Il 9 aprile scorso l’Amministrazione ha convocato una riunione a carattere informativo sui temi in oggetto, di cui riteniamo opportuno e necessario darvi contezza.

–  Progressioni interne IV Area

Il bando, che dovrebbe essere pubblicato a breve, prevederà la copertura di un totale di 17 posti appartenenti all’area delle elevate professionalità, riservati alla partecipazione di coloro i quali ricoprono attualmente l’area dei funzionari da almeno tre anni, e suddivisi tra le seguenti famiglie professionali:

− 12 posti ACC;
− 3 posti TLC;
− 2 posti architetti/ingegneri.

È stato confermato che nuove progressioni interne per posti di IV Area appartenenti ad altre famiglie professionali potrebbero essere riservati nell’ambito di future procedure di selezione pubblica, ma ciò non sarà automatico ed avverrebbe esclusivamente sulla base delle considerazioni fatte dall’Amministrazione sui relativi fabbisogni di personale.

È stato anticipato che le prove scritte dovrebbero tenersi nel mese di luglio, necessariamente in presenza, e quelle orali nel mese di settembre, con l’opzione di svolgimento da remoto per chi ne facesse richiesta.

Tali scadenze sono state ritenute dalle OO.SS. partecipanti particolarmente stringenti, soprattutto in relazione alle esigenze organizzative del personale in servizio all’estero. L’Amministrazione ha tuttavia evidenziato l’impossibilità di un rinvio, anche in considerazione della concomitanza con altre procedure, tra cui il concorso diplomatico. L’ipotesi di uno slittamento a settembre è stata pertanto esclusa.
Gli altri elementi di valutazione consisteranno in:

– Valutazione del merito sulla base dei punteggi ottenuti negli ultimi tre anni nell’ambito del sistema di misurazione e valutazione della performance del MAECI;
– Valutazione dei titoli di studio aggiuntivi;
– Valutazione degli incarichi ricoperti.

L’Amministrazione ha ritenuto opportuno interpellare le OO.SS. sui seguenti punti:

• Fissazione di un limite temporale per gli incarichi ricoperti, che andranno valutati solo ove non risalenti a più di dieci anni or sono: si è concordato che tale limite fosse opportuno per valorizzare l’esperienza dei candidati.
• Sulla possibilità di includere l’ottima conoscenza di una seconda lingua, l’Amministrazione ha proposto di valutarne l’eliminazione o la sostituzione con un’autodichiarazione, anche alla luce delle possibili penalizzazioni per alcuni profili tecnici (come quelli cyber o architetti). Le posizioni sindacali sono risultate diversificate, ma nel complesso orientate al mantenimento del requisito.
• È stata condivisa da tutti la previsione di una valutazione media pari almeno al 90% per gli incarichi da considerare ai fini del punteggio.

– Personale a contratto l.l.: FRD e adeguamenti retributivi

L’Amministrazione ha tenuto a ribadire più volte, nel corso della riunione, l’obiettivo di una progressiva equiparazione dei meccanismi di determinazione delle competenze economiche tra personale di ruolo e personale a contratto a legge locale. In questa direzione si inserisce anche la modifica del DPR 18/67, che prevede che la performance individuale venga valutata secondo le modalità stabilite per il personale non dirigenziale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Da questo punto di vista, pur comprendendo l’esigenza di semplificazione, permangono perplessità circa l’applicazione tout court non tanto dei meccanismi di valutazione già validi per il personale di ruolo, quanto del sistema premiale che ricalca in parte quello attualmente previsto per il Fondo Risorse Decentrate.

A titolo esemplificativo, si è discusso circa l’ipotesi di una fissazione di una soglia del 50% del personale cui destinare un’indennità per attività disagevoli. Questa percentuale sarebbe largamente insufficiente, nella misura in cui non terrebbe in debito conto il fatto che le mansioni svolte dalla stragrande maggioranza del personale a contratto rientrano a pieno titolo nella categoria delle attività disagevoli come attualmente definite in FRD (contatti con il pubblico, turni, autisti, ecc.), e questo dimostra l’inopportunità di applicare al personale a contratto schemi già utilizzati per il personale di ruolo, che porterebbe ad escludere, sulla base di criteri indefiniti, una parte consistente di colleghi, che comunque, oggettivamente, svolgono le stesse mansioni.

Insistendo sulla necessità di un trattamento omogeneo per il personale di ruolo e per quello a contratto, l’Amministrazione ha altresì prospettato, in futuro, uno snellimento delle procedure per gli aumenti retributivi, che attualmente sono legati a meccanismi complessi, che partono con richieste motivate e dettagliate delle Sedi, passano attraverso il vaglio dei competenti uffici MAECI, e si chiudono con il visto delle autorità finanziarie a Roma. L’intenzione sarebbe quella di introdurre per via legislativa un meccanismo che consenta aumenti stipendiali automatici per il personale a contratto, ancorandoli alle rivalutazioni previste dai rinnovi del CCNL del personale di ruolo. È sembrato di comprendere, in ogni caso, come si tratti di un progetto ancora nelle sue fasi iniziali, per il quale rimangono da sciogliere molti interrogativi, che già sono emersi nel corso della riunione in parola.

In particolare, FLP ha evidenziato come gli aumenti contrattuali nazionali sono basati su parametri propri della realtà italiana (come, ad esempio, l’inflazione), difficilmente applicabili in modo uniforme alle diverse realtà estere. Ciò renderebbe necessario individuare criteri specifici per ciascun contesto nazionale, al fine di tenere conto delle diverse variabili, con il rischio di creare un sistema comunque complesso e poco omogeneo. In questo senso, resta aperta la riflessione sull’opportunità di prevedere strumenti contrattuali distinti e più aderenti alle specificità del personale all’estero.

In ogni caso, pur non essendovi contrarietà all’incremento delle risorse destinate ai colleghi a contratto, la FLP ha evidenziato come queste essere debbano essere aggiuntive rispetto a quelle previste dal CCNL per il personale di ruolo.

Non abbiamo infine potuto esimerci dal rimarcare come la retorica dell’Amministrazione di uno sforzo teso a parificare progressivamente il trattamento economico e giuridico del personale a contratto con quello di ruolo cozzi inevitabilmente con il regime discriminatorio applicato nei confronti del personale a contratto di nazionalità cinese, che è stato confermato essere escluso tanto dal nuovo sistema di valutazione che dal relativo trattamento economico accessorio. Nel silenzio delle altre OO.SS., fatta esclusione per CISL che ha perlomeno ammesso il livello imbarazzante degli stipendi dei colleghi, ed incalzati da noi, i Rappresentanti dell’Amministrazione si sono detti disposti, in chiosa, a trovare una soluzione per incrementare le retribuzioni del personale di nazionalità cinese.

La Segreteria

Roma, 16/04/2026