“EROI DEL GOLFO”?

NO: IL MERITO NON È MAI DI UNO SOLO

Guerra in Iran, Tajani premia gli eroi del Golfo. le promozioni agli ambasciatori del Bahrein, dell’Oman e del Kuwait

Guerra in Iran, Tajani premia “gli eroi del Golfo”. le promozioni agli ambasciatori del Bahrein, dell’Oman e del Kuwait Sono Lorenzo Morini, a capo della missione in Kuwait. Pierluigi d’Elia, in Oman, Andrea Catalano in Bahrein

L’articolo uscito lo scorso giovedì su Il Messaggero ci informa che, ancora una volta, nel nostro illustre Ministero ci sarebbero degli “eroi”. Eroi solitari, eroi senza esercito.
Ma quello che il Ministro Tajani – o meglio, l’intero Ministero – continua a dimenticare è che gli eroi non sono mai soli.

Accanto a chi oggi viene celebrato, operano ogni giorno colleghi di ruolo e a contratto che, proprio in quelle sedi difficili, garantiscono continuità, funzionamento e sicurezza. Personale che svolge un lavoro a volte invisibile, ma essenziale. Strutturale. Quotidiano.

Personale spesso lontano dai riflettori, ma che contribuisce decisamente al raggiungimento degli obiettivi. Ridurre tutto a una sola persona significa cancellare il valore del lavoro condiviso e del risultato ottenuto.

È un meccanismo che conosciamo bene, soprattutto nella nostra Amministrazione, e che combattiamo ormai da anni. Si esaltano i vertici quando le cose vanno bene, ma si scaricano le responsabilità verso il basso nei momenti difficili. Questo non è accettabile.
Senza la squadra, nessuna missione reggerebbe.
Senza la squadra, nessun “eroe” potrebbe essere tale.

E invece, ancora una volta, si sceglie una narrazione — e una premiazione — che esalta pochi e cancella molti. Una narrazione che non rappresenta la realtà del lavoro pubblico, né rende giustizia a chi contribuisce in silenzio, con professionalità e sacrificio, lontano dalle proprie famiglie e spesso mettendo a rischio la propria vita.

È l’ennesima dimostrazione di una Amministrazione e di un Paese che fatica a riconoscere il valore del lavoro collettivo, che non riesce a marciare compatto, che continua a dividere anziché includere.

Noi lo ribadiamo con forza:
• I successi sono sempre il frutto di un impegno collettivo
• Il merito va riconosciuto a tutta la squadra, senza eccezioni
• Il riconoscimento deve essere equo e condiviso

Chiediamo un’informazione più equilibrata e rispettosa, che riconosca il valore di tutte le componenti, non solo di chi occupa posizioni di visibilità.

Perché senza squadra, e senza il giusto rispetto per tutti non si raggiungono traguardi.

Visto che siamo ancora una volta in argomento, e mentre la nostra disapprovazione cresce di giorno in giorno, riteniamo opportuno ribadire quanto segue: alla luce delle nuove assunzioni e del mancato adeguamento degli stanziamenti destinati alla liquidazione delle ISE, rimasti invariati rispetto allo scorso anno, paventiamo il fatto che non ci saranno risorse sufficienti per l’adeguamento delle ISE, con riferimento, anzitutto, a quelle dei Paesi colpiti dalla crisi in atto in Medio Oriente e nel Golfo.

Chiediamo pertanto direttamente all’On. Ministro, poiché è solo in suo potete farlo ai sensi della normativa vigente, la convocazione straordinaria della Commissione Permanente di Finanziamento per sancire i dovuti adeguamenti delle ISE, e ove fosse confermata la mancanza di risorse adeguate, l’adozione di un provvedimento di iniziativa legislativa che, prendendo atto della situazione di crisi, consenta di reperire le risorse aggiuntive necessarie per integrare i capitoli destinati alle ISE, anche eventualmente attraverso un emendamento mirato in progetti di legge già in discussione.

enza i giusti riconoscimenti e adeguati interventi, il rischio concreto è quello di ritrovarsi con una rete estera sempre più scoperta e, domani, senza neppure quegli “eroi” che oggi si celebrano.

La Segreteria

Roma, 13/04/2026